Il ponte dell'arcobaleno: da dove viene questo testo che consola tanti padroni
Se hai perso un animale, di sicuro l'hai incontrato: «il ponte dell'arcobaleno». Poche righe che hanno confortato milioni di padroni in lutto. Ma da dove viene questo testo, che cosa racconta davvero e perché placa così in profondità?
Che cosa racconta il ponte dell'arcobaleno
Il testo descrive un vasto prato verde, appena prima della soglia del cielo. Gli animali che ci hanno lasciato vi arrivano e ritrovano subito la salute e il vigore: i vecchi e i malati guariscono, i feriti si rimettono, così come li abbiamo conosciuti nei loro giorni migliori. Corrono e giocano insieme al sole, al caldo, appagati; manca loro una sola cosa: l'essere umano che hanno dovuto lasciare indietro. E il giorno in cui a quella persona arriva la sua ora, i due si ritrovano e attraversano il ponte insieme. È un'immagine semplice, ed è tutta la sua forza.
Una ragazza, un labrador, 1959
Per decenni il testo è circolato con la dicitura «autore sconosciuto». La sua origine è stata stabilita solo nel 2023, grazie al lavoro dello storico dell'arte Paul Koudounaris, rivelato da National Geographic. La sua autrice: Edna Clyne-Rekhy, una scozzese di Inverness, che lo scrisse nel 1959, a 19 anni, nel pieno del dolore dopo la morte di Major, il suo primo cane, un labrador. Fu sua madre che, vedendola inconsolabile, le suggerì di mettere il suo dolore su carta. Le parole, ha raccontato, sarebbero sgorgate di getto.
Come un testo intimo ha fatto il giro del mondo
Edna non cercò mai di pubblicarlo: lo riteneva un ricordo privato. Batté a macchina solo qualche copia per amiche commosse, senza mettere il suo nome. Di mano in mano, il testo si diffuse fino a perdere il legame con la sua autrice. Nel 1994 la celebre rubrica di consigli «Dear Abby» lo pubblica negli Stati Uniti: decine di milioni di lettori lo scoprono, ancora anonimo. Il successo diventa mondiale; l'ufficio del diritto d'autore statunitense riceverà persino una quindicina di rivendicazioni di paternità. Un testo nato da un lutto si è così trasmesso, da persona commossa a persona commossa, proprio come oggi si condivide una pagina in memoria.
Perché consola così tanto?
La sua forza sta in tre promesse discrete: l'animale è liberato dalla sofferenza e restituito alla giovinezza; la separazione non è la fine, ma un'attesa; e il legame, esso, rimane. A ciò si aggiunge un linguaggio comune: «attraversare il ponte» dice un intero lutto in tre parole, senza doverlo spiegare. Il testo non appartiene a nessuna religione: alcuni lo leggono alla lettera, altri come una metafora, e consola in entrambi i casi. L'idea di un ponte tra i mondi è del resto molto antica; la si ritrova, per esempio, nel Bifröst della mitologia norrena.
Usarlo per un addio
Molti lo leggono durante una cerimonia d'addio, in apertura per posare parole condivise, o in chiusura per finire nella dolcezza. Si accompagna bene a una foto, a una candela. Ma la cosa più bella è farlo tuo: le tue parole contano quanto le sue. Se ci sono bambini, l'immagine del prato spesso li aiuta a capire; è un appoggio prezioso per spiegare loro la morte. E a chi fatica a misurare la tua pena, ricorda con delicatezza che un lutto simile è pienamente legittimo.
Puoi anche leggerne il testo integrale, con il credito alla sua autrice.
Il tuo prato
Si può vedere una pagina in memoria come un prato tutto tuo: un luogo dove il tuo animale resta com'era amato, intero, gioioso, al riparo dal tempo. È ciò che offre AmiAmor: una foto, qualche parola, una candela da riaccendere, un luogo a cui tornare. Un modo, a modo tuo, di tenere vivo il legame in attesa del ponte.
Domande frequenti
Chi ha scritto il ponte dell'arcobaleno?
Edna Clyne-Rekhy, un'artista scozzese, che lo scrisse nel 1959 a 19 anni dopo la morte del suo labrador Major. Il suo nome è stato stabilito solo nel 2023.
Il ponte dell'arcobaleno è religioso?
No, non è legato a nessuna religione. Ognuno lo legge secondo le proprie convinzioni — alla lettera o come metafora — e consola in ogni caso.
Che cosa significa «attraversare il ponte»?
È un modo dolce di dire che un animale è morto: raggiunge il prato del ponte dell'arcobaleno, dove attende, in salute, di ritrovare un giorno la persona che amava.
Si può leggere questo testo durante una cerimonia?
Sì, è molto comune, in apertura o in chiusura. Puoi anche aggiungere le tue parole per rendere l'omaggio più personale.
Fonti
National Geographic (2023), indagine di Paul Koudounaris che ha rivelato l'autrice del testo.
SCAS — testo integrale del «ponte dell'arcobaleno», con credito all'autrice.
Wikipedia — Rainbow Bridge (pets): concetto, diffusione e antecedenti (incluso il Bifröst norreno).